CAUSE

LE CAUSE CHE SOSTENGO

Manifesto Collettivo

L’Autoproduzione di cannabis ad uso personale è una pratica da garantire e tutelare da parte del Legislatore in quanto è un Diritto del cittadino poter eseguire una condotta disciplinare che non danneggi terzi né la società nel suo complesso, oltre ad esser nell’applicazione pratica l’unica azione in grado di contrastare realmente il mercato nero, la distribuzione illecita e la criminalità organizzata.

La storia ci racconta che fin dai tempi del Marijuana Tax Act del 1937 e della successiva guerra alla Droga di Nixon del ’70 abbiamo sempre seguito l’esempio proibizionista americano, basato sull’oscurare studi scientifici, ignorare prove analitiche e ricerche indipendenti, al solo fine di screditare una pianta che si proponeva sulla scena mondiale come sostituto efficiente di numerose altre materie prime come la carta, la plastica, il petrolio e che avrebbe portato fortuna anche ai piccoli agricoltori ed alle aziende familiari, forti nemici del crescente capitalismo consumistico.

Bisogna riformare il concetto stesso di consumatore di cannabis. Finchè questa pianta sarà inserita solo in un sistema di vendita, resterà sempre soggetta a speculazione da parte del mercato, qualunque esso sia, ora monopolio della criminalità organizzata e delle aziende farmaceutiche.

Per troppi anni, siamo rimasti inermi a subire il proibizionismo, personale ed insindacabile, di utilizzare e coltivare cannabis, chi per rilassarsi, chi per svago, chi per necessità, chi per terapia aggiuntiva.

Dobbiamo solo gioire delle opportunità che ci da questa pianta!

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ABBIAMO SALVATO L’ORTOPARCO DI RODENGO SAIANO!

CE L’ABBIAMO FATTA!!

La nuova convenzione, approvata dal Commissario, è sull’albo pretorio del Comune. Resta soltanto da firmarla, ma ormai possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Il 2 novembre non dovremo sloggiare.
Gli alberi potranno continuare a crescere.
Gli orti potranno continuare a essere coltivati.

Impossibile nominare tutte le persone che hanno mosso il culo (scusate il francesismo) perché i signori del cemento, almeno questa volta, non riuscissero nel loro mortifero intento.

Ognuno sa cosa ha fatto. Siate orgogliosi di voi. Senza di voi non ci sarebbero quei 250 alberi, non ci sarebbero gli orti e al loro posto, ci sarebbe l’ennesima colata di cemento.

Al di là del fatto in sé, il successo della vostra (e nostra) resistenza è una boccata d’aria.

Troppe giuste cause si infrangono contro il muro dei biechi interessi personali. Un lieto fine ogni tanto dà coraggio a chi deciderà di contrastare altri attacchi ai beni comuni, in qualsiasi altro pezzo di mondo.

Progetto senza titolo

LA VOCE DEGLI ALBERI A PESCHIERA BORROMEO

Nel giugno scorso un gruppo di amiche che frequenta un corso di scrittura a Peschiera scopre, leggendo il giornalino di zona, che il Comune ha deciso di tagliare 240 pioppi cipressini, un viale bellissimo nella zona industriale. Si guardano in faccia: “Non è possibile!” Inizia qualcosa che sembra un film di Ken Loach: 6 partecipanti al corso, tutte donne, in gran parte pensionate, e compresa la poetessa che coi suoi 86 anni tiene il corso, si rimboccano le maniche, tanto fa già caldo…

Il Comune ha fatto una perizia (di fatto realizzata su solo 4 alberi con parametri del 1998) che sostiene che quegli alberi sono a rischio caduta, vanno tagliati TUTTI. Le sei donne si attivano, chiedono, cercano, si iscrivono, diventano nel giro di poco tempo “esperte” di verde. Tramite “utili rimbalzi” arrivano a un famoso agronomo, il dottor Zanzi, il quale è tra l’altro vice-sindaco a Varese, che risponde loro immediatamente. I tempi sono stretti. Il 4 luglio intanto sono riuscite a chiamare a raccolta almeno 200 persone che fermano un primo “inizio lavori”, riescono insomma a mettere un piede in mezzo alla porta prima che si chiuda e guadagnano tempo.

La Sindaco concede loro 15 giorni per fare una controperizia. Ma è il 20 luglio!! I tempi sono stretti. Ma Zanzi ci sta e le aiuta, a gratis.

LA BATTAGLIA CONTINUA MA NON E’ ANCORA FINITA!!!

Il 4 Ottobre sono stato personalmente coinvolto dal comitato per permettere ai pioppi di farci sentire la loro energia vitale, attraverso la “Musica delle Piante”.

Le Signore degli Alberi non indietreggiano!

PER RESTARE AGGIORNATI

Progetto senza titolo (2)

VARESE AMA VIA SELENE

VIA SELENE, la via con il nome della Luna, un tempo via privata. Un giorno di qualche anno fa o decennio fa, chi si ricorda, il cartello è stato sostituito da un semplice via Selene.
Ora via Selene la vogliono collegare a una nuova rotonda, la terza rotonda della nuova Esselunga, asfaltando un bel pezzo di prato.
Oggi ho contato i passi. Sono 75 i passi che distano dalla Riserva della Palude Stoppada, all’inizio dello spianato che sembra essere l’inizio di quella che sarà la nuova via Selene asfaltata e frequentata dai tir.
É stato detto che via Selene non è nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale, è ai suoi margini, ma forse è comunque importante, forse è comunque importante che si valuti se davvero non sia possibile allargare e potenziare le vie già costruite piuttosto che cementificare altri prati e vie vergini.
75 passi, 75 passi dale rane, 75 passi dalle ninfee, 75 passi dalla faina, 75 da una preziosa zona umida.
Qui è possibile leggere e ascoltare quanto detto al Consiglio di Quartiere “online” di Bizzozero su via Selene dall’Assessore Civati. Consiglio di cui il comitato “Salviamo via Selene” non è stato informato, seppure aveva richiesto di partecipare!

Progetto senza titolo (3)