CAUSE

MAI PIU’ INASCOLTATI

Scrivimi una mail per segnalare le iniziative che ritieni danneggino la cittadinanza e la Natura.

Ci attiveremo insieme.

Non lasciamo inascoltate le richieste di aiuto di chi prova a far riflettere le Amministrazioni di tutta Italia, spesso protagoniste di arroganza e saccenza.

N.B. NON LO FACCIAMO PER PARTITO PRESO, MA VOGLIAMO ESSERE ASCOLTATI POICHE’ IL TERRITORIO APPARTIENE ANCHE A NOI.

La materia Botanica è un argomento che negli ultimi anni sta svelando nuove prospettive e chiediamo che siano tutte prese in considerazione.

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MAI PIU’ INASCOLTATI

LE CAUSE CHE SOSTENGO

Manifesto Collettivo

L’Autoproduzione di cannabis ad uso personale è una pratica da garantire e tutelare da parte del Legislatore in quanto è un Diritto del cittadino poter eseguire una condotta disciplinare che non danneggi terzi né la società nel suo complesso, oltre ad esser nell’applicazione pratica l’unica azione in grado di contrastare realmente il mercato nero, la distribuzione illecita e la criminalità organizzata.

La storia ci racconta che fin dai tempi del Marijuana Tax Act del 1937 e della successiva guerra alla Droga di Nixon del ’70 abbiamo sempre seguito l’esempio proibizionista americano, basato sull’oscurare studi scientifici, ignorare prove analitiche e ricerche indipendenti, al solo fine di screditare una pianta che si proponeva sulla scena mondiale come sostituto efficiente di numerose altre materie prime come la carta, la plastica, il petrolio e che avrebbe portato fortuna anche ai piccoli agricoltori ed alle aziende familiari, forti nemici del crescente capitalismo consumistico.

Bisogna riformare il concetto stesso di consumatore di cannabis. Finchè questa pianta sarà inserita solo in un sistema di vendita, resterà sempre soggetta a speculazione da parte del mercato, qualunque esso sia, ora monopolio della criminalità organizzata e delle aziende farmaceutiche.

Per troppi anni, siamo rimasti inermi a subire il proibizionismo, personale ed insindacabile, di utilizzare e coltivare cannabis, chi per rilassarsi, chi per svago, chi per necessità, chi per terapia aggiuntiva.

Dobbiamo solo gioire delle opportunità che ci da questa pianta!

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STOP ALLA CEMENTIFICAZIONE DEL VERDE AI MARGINI DELL’AREA UMIDA PALUDE STOPPADA

VIA SELENE, la via con il nome della Luna, un tempo via privata.  Sono 75 i passi che distano dal cantiere alla Riserva della Palude Stoppada, all’inizio dello spianato che sembra essere l’inizio di quella che sarà la nuova via Selene asfaltata e frequentata dai tir.


É stato detto che via Selene non è nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale, è stato detto che la Palude è riarsa, ed ogni giorno qualcuno dice la sua, come se l’argomento a cui dare importanza sia solo l’urbanistica.

Non per noi, per noi è importante che si valuti come allargare e potenziare le vie già costruite piuttosto che cementificare altri prati e vie vergini.

75 passi, 75 passi dale rane, 75 passi dalle ninfee, 75 passi dalla faina, 75 da una preziosa zona umida.

Io stesso sono tra i firmatari della petizione:

FIRMA SUBITO

…e segui le iniziative in difesa della PALUDE STOPPADA sulla pagina FB

Varese ama Via Selene - Foto di Alessandro Zoccarato

LA VOCE DEGLI ALBERI A PESCHIERA BORROMEO

Nel giugno scorso un gruppo di amiche che frequenta un corso di scrittura a Peschiera scopre, leggendo il giornalino di zona, che il Comune ha deciso di tagliare 240 pioppi cipressini, un viale bellissimo nella zona industriale. Si guardano in faccia: “Non è possibile!” Inizia qualcosa che sembra un film di Ken Loach: 6 partecipanti al corso, tutte donne, in gran parte pensionate, e compresa la poetessa che coi suoi 86 anni tiene il corso, si rimboccano le maniche, tanto fa già caldo…

Il Comune ha fatto una perizia (di fatto realizzata su solo 4 alberi con parametri del 1998) che sostiene che quegli alberi sono a rischio caduta, vanno tagliati TUTTI. Le sei donne si attivano, chiedono, cercano, si iscrivono, diventano nel giro di poco tempo “esperte” di verde. Tramite “utili rimbalzi” arrivano a un famoso agronomo, il dottor Zanzi, il quale è tra l’altro vice-sindaco a Varese, che risponde loro immediatamente. I tempi sono stretti. Il 4 luglio intanto sono riuscite a chiamare a raccolta almeno 200 persone che fermano un primo “inizio lavori”, riescono insomma a mettere un piede in mezzo alla porta prima che si chiuda e guadagnano tempo.

La Sindaco concede loro 15 giorni per fare una controperizia. Ma è il 20 luglio!! I tempi sono stretti. Ma Zanzi ci sta e le aiuta, a gratis.

LA BATTAGLIA CONTINUA MA NON E’ ANCORA FINITA!!!

Il 4 Ottobre sono stato personalmente coinvolto dal comitato per permettere ai pioppi di farci sentire la loro energia vitale, attraverso la “Musica delle Piante”.

Le Signore degli Alberi non indietreggiano!

PER RESTARE AGGIORNATI

Progetto senza titolo (2)

BOSCO SPEZIALA A VERONA

Fra le case del popoloso quartiere di San Massimo è stata attiva per decenni una cava di ghiaia su un terreno di 24 Ha. Dopo aver portato via quel che si poteva (e anche di più, tanto che per scavare in falda acquifera installarono perfino una chiatta galleggiante) la proprietà aveva pensato bene di trasformarla in una discarica di rifiuti speciali: un affare da 30 miliardi di lire del 1990.
Per “fortuna” chi troppo vuole nulla stringe: la magistratura scoprì la corruzione che aveva permesso l’ottenimento dei permessi e la discarica venne bloccata.

E così, per 30 anni, mentre ogni tanto la proprietà tornava alla carica per riaprire la discarica e i cittadini si attivavano per bloccare le manovre, la natura ha creato un bosco spontaneo.

Il più grande dell’intero comune di Verona.

Oggi siamo alla nuova puntata: loro rilanciano un progetto, più astuto, che promette rinaturalizzazione, messa in sicurezza, bonifica come foglia di fico dietro la quale realizzare una discarica di 750 mila metri cubi.Ovviamente per questa meraviglia sarebbe necessario il taglio dei circa 30 mila alberi che nel frattempo hanno occupato il terreno.
Noi stiamo facendo il possibile per bloccare ancora una volta il progetto, e spingiamo perché il Comune acquisisca l’area per trasformarla in parco con interventi minimi, mantenendo il Bosco esistente.
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Comitato “per la Tutela del Territorio Area Metropolitana di Bari”

E ti pareva: anziché posizionare i binari della ferrovia facendoli passare dalla cava dismessa (in celeste il tracciato alternativo) si è scelto di attraversare la parte più fitta di vegetazione di Lama San Giorgio (in giallo), tra l’altro espropriando e devastando la campagna degli anziani coniugi che da oltre 30 anni hanno scelto di vivere immersi nella Natura..

A tutto ciò, noi del coordinamento di associazioni e comitati – Puglia, ci opponiamo con tutte le nostre forze e in tutte le Sedi più opportune, intimando agli scienziati tecnici e ai politici che stanno comodamente seduti sulle poltrone dei loro uffici e dei loro scranni, senza mai neppure essersi degnati di recarsi sul posto una sola volta per rendersi conto dei guai che combinano, di variare in corso d’opera il loro assurdo capolavoro..

CONDIVIDIAMO IL POST DI DONATO CIPPONE CHE HA CHIESTO AIUTO!!!

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Comitato per la tutela degli alberi di Sesto Fiorentino

Davanti all’ennesima devastazione della Natura per mano d’uomo, non può bastare l’indignazione.

Non può bastare un click di solidarietà ai cittadini riuniti in Comitato. Non può bastare il “non lo sapevo”, perchè è ormai dagli anni ’80 che Sesto Fiorentino sommerge di cemento ogni metro quadrato lasciato libero.

 

Dai palazzoni popolari del quartiere de Il Neto, ai casermoni di via Neruda, alla cittadella di Doccia, alle strade e alle piazze del centro, il cemento continua a colare e non si arresta.

A breve toccherà a tutta l’area Ginori dove, ai lati del Museo delle Porcellane, realizzeranno altri due centri commerciali e relativi posteggi. Laddove invece la Natura continuava a resistere nelle sue forme più belle come gli alberi, viene colpita, abbattuta, distrutta per far spazio ad un modello di città dormitorio che deve vivere la sua massima felicità passeggiando dentro i supermercati.

Una visione della cosa pubblica basata sull’arroganza del Potere e sulla presunzione di fare a meno dei cittadini che devono restare ignari e distanti per non disturbare i “padroni” del Comune intenti a disegnare la città a loro immagine.

Queste foto ricordano la storia di 7 pini sani e in perfetto stato, abbattuti senza alcun motivo. No. Non può bastare l’indignazione. Occorre fermare la stupidità prima che le generazioni future, i nostri figli, non abbiano il modo di rimediare.

CLICCA QUA PER SCOPRIRE COME AIUTARE

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Fagnano, 9 piante secolari a rischio taglio per fare spazio al centro sportivo

Si rischia di procedere nei confronti di un bene architettonico di pregio e che ha anche un grande valore umano e morale perchè stiamo parlando del monumento ai caduti, uno dei rari esemplari in Italia con questa tipologia di architettura, circondato da alberi secolari che ora, con il progetto di ampliamento de centro sportivo, rischiano di venire tagliati.

L’opera è stata realizzata nel 1918 e sebbene sia una costruzione isolata, è evidente il rapporto degli alberi con il cimitero antistante e il suo asse di simmetria, infatti il monumento risulta essere il fulcro prospettico del viale principale della parte antica del cimitero.

Il lungo parco retrostante il monumento ai caduti è coevo del monumento stesso di cui porta anche il nome, con piante ormai secolari, per la maggior parte dei magnifici platani, anche se vi sono qualche ontano e dei cedri.

Questo parco è stato da sempre lo sfondo del monumento e questo spazio alberato risolveva nel momento in cui è stato creato (negli anni ’30 del secolo scorso) il rapporto tra il cimitero e il campo sportivo”.

PRESTO ONLINE LA PETIZIONE
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“Cittadini per l’istituzione del Parco Regionale Naturale di Lama San Giorgio e Giotta – SUBITO!”

Una vasta area di Lama San Giorgio (BA) e decine di migliaia di mq di piante, alberi, trulletti e muretti a secco saranno interamente rasi al suolo..

Le prime iniziative da intraprendere sono quelle di essere informati, documentati e organizzati, motivo per cui vi esorto ad aderire alla “chat operativa” (3351275607) del costituendo comitato di scopo.

IL POST SU FACEBOOK 

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ABBIAMO SALVATO L’ORTOPARCO DI RODENGO SAIANO!

CE L’ABBIAMO FATTA!!

La nuova convenzione, approvata dal Commissario, è sull’albo pretorio del Comune. Resta soltanto da firmarla, ma ormai possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Il 2 novembre non dovremo sloggiare.
Gli alberi potranno continuare a crescere.
Gli orti potranno continuare a essere coltivati.

Impossibile nominare tutte le persone che hanno mosso il culo (scusate il francesismo) perché i signori del cemento, almeno questa volta, non riuscissero nel loro mortifero intento.

Ognuno sa cosa ha fatto. Siate orgogliosi di voi. Senza di voi non ci sarebbero quei 250 alberi, non ci sarebbero gli orti e al loro posto, ci sarebbe l’ennesima colata di cemento.

Al di là del fatto in sé, il successo della vostra (e nostra) resistenza è una boccata d’aria.

Troppe giuste cause si infrangono contro il muro dei biechi interessi personali. Un lieto fine ogni tanto dà coraggio a chi deciderà di contrastare altri attacchi ai beni comuni, in qualsiasi altro pezzo di mondo.

Progetto senza titolo