I potenti della Terra hanno dichiarato di voler piantare “1000 miliardi di alberi” entro il 2030.

Ora ci toccherà fare gli straordinari per permettere a tutti di approcciare il regno vegetale.

Mi chiamo Giacomo Castana, rappresento il progetto Prospettive Vegetali, e sono un *giardiniere.

Dal 2018, ho il privilegio di raccontare la più grande ed istintiva convergenza conservativa, co-creativa e rigenerativa del Paesaggio, di cui l’Umanità abbia mai avuto bisogno.

Si tratta della reazione culturale ed umana, nata spontaneamente in risposta alla “Catastrofe Ecologica Epocale” in corso.

 

Mi riferisco al risveglio della Scienza Etnobotanica, considerata la “Madre di tutte le Scienze”.

Essa indaga le relazioni complesse tra esseri umani e vegetali: studiare l’Etnobotanica, permette di indagare la natura umana in conseguenza del regno vegetale.

Relazionarsi alle piante non significa soltanto studiarne le caratteristiche fisiologiche, ma anche conoscerne i molteplici usi che gli uomini ne fanno.

E visto che è studiato che il 96% degli esseri umani “non vede ne percepisce le piante”, ne consegue che quasi nessuno ne conosce le potenzialità.

E questa è la prima notizia meravigliosa.

Prospettive Vegetali: integrare il digitale nell’equazione Uomo-Natura


L’obiettivo di Prospettive Vegetali è perciò stato creare il terreno relazionale (virtuale e reale), entro il quale la cultura Etnobotanica potesse essere promossa, ma soprattutto compresa ed attuata*.

Per anni ho condiviso informazioni funzionali a diffondere la sensibilità verso le piante, su tutti i principali social.

Mi sono posto come un ibrido, che gode al servizio dei processi, senza del tutto appartenergli.

Ho sempre rimesso il successo delle mie iniziative unicamente alla naturalezza con cui esse si sono create e sono andate in porto o meno.

Sono convinto che sarà la complicità tra Uomini e Piante a garantirci strategie vincenti nei prossimi anni.

E saranno i dati, creando network tra le persone, a trasformare la divulgazione, in una progettualità condivisa sempre più efficace.

Che questo progetto, possa continuare ad esserne testimone.

*per un maggiore approfondimento consiglio la visione di Botanica per tutti – Viaggio tra Uomini, Donne e Piante, uscito a Marzo 2020.

 

La #datameditation per l’Ambiente del *Nuovo Abitare al MAXXI

 

Per comprendere con cosa abbiamo a che fare, quando parliamo di “dati”, mi sono rivolto a Salvatore Iaconesi ed Oriana Persico, artisti e fondatori del centro di ricerca sull’intelligenza artificiale HER:She love data.

Nelle ultime settimane, mi hanno coinvolto in un progetto di DataMeditation promosso dal Museo MAXXI e dal Ministero della Transizione Ecologica.

La coppia, che sarà tra i protagonisti del nuovo capitolo di “Botanica per tutti” (uscirà il 19 dicembre), a proposito dell’esperimento di #datameditation per l’Ambiente che abbiamo condiviso, usa queste parole:

“In DataMeditation, i dati sono uno spazio di espressione autobiografica e di relazione.

È stata la nostra risposta, come artisti e centro di ricerca, alla comunicazione violenta e militarizzata durante la pandemia: immaginare dati che unissero, anziché dividere.

Siamo orgogliosi ed emozionati di lavorare con un museo che ha il coraggio di occuparsi di innovazione, perché le tecnologie riguardano il nostro sentire e i modi in cui percepiamo il mondo.

L’arte non può essere una decorazione della ricerca e dell’innovazione, ma deve collaborare a definirne le strategie.

Quando dai dati e dalla computazione dipende progressivamente la possibilità di godere di diritti e libertà, non possiamo delegare questo rapporto alla tecnica e all’amministrazione.

C’è bisogno della cultura.

C’è bisogno di artisti, ricercatori e istituzioni disposte a ripensarsi, a mettersi in gioco per sviluppare una nuova immaginazione sociale…”

 

 

Community Network: le relazioni virtuali prendono vita


Ma in che modo ila comprensione dei dati, riguarda Prospettive Vegetali?

E’ il 12 Marzo 2020 quando attraverso delle stories su instagram lancio gli hashtag #seedchallenge e #coltivareinquarantena.

L’invito è di condividere le proprie semine, mettendo a disposizione il mio tempo per fare da “ponte” tra i “coltivatori isolati di tutta Italia”.

La risposta delle persone è clamorosa: oltre 10 mila persone cominciano a seguirmi e visitare quotidianamente il mio profilo, popolando ed animando questo spazio virtuale.

Nasce una community che non riguarda solo le semine, ma anche le denunce ambientali, le performance, gli eventi e le più disparate progettualità in materia botanica.

Questo “stare assieme” virtuale, prolungato ed appassionato, permette al progetto di farsi collaborativo per realizzare iniziative legate ai vegetali in tutta Italia.

 

Il premio internazionale per la Pace in difesa dell’Ambiente

 

Il 5 Marzo scorso, Elsa Merlino mi scrive perchè stanno distruggendo i suoi prati magri stabili in Friuli Venezia Giulia.

Le prescrivo la ricetta:” Smetti di piangere, traduci le tue emozioni in un testo, mandami una foto ed un video. Vedrai che questa cosa diventerà virale e li fermeremo”.

Detto fatto. Elsa ritrova il sorriso, e la sua storia, anche se il danno è fatto, interessa a tutta Italia.

Decidiamo di sfidare la quarantena pur di conoscerci e resistere ad un vero e proprio “assalto giornalistico”, conseguente all’interesse feroce per il flusso di dati che ci stava riguardando.

Con lei ed altre persone incontrate e “protette” allo stesso modo, nasce il canale Radici Vicine.

L’11 Settembre 2021, il progetto Prospettive Vegetali viene premiato con il Premio Internazionale per la Pace “Book for Peace” per le azioni intraprese in difesa dell’Ambiente.

 

1000 miliardi di Alberi : chiediamoli in città al posto dell’asfalto


Per venire ai “temi caldi”, dopo le dichiarazioni del G20 e di Stefano Mancuso sull’argomento “1000 miliardi di alberi”, sono comparse opinioni discordanti tra chi studia e divulga la cultura arborea.

Nessuno è però uscito da ciò che, nel merito scientifico, lo riguarda.

Facebook si è così riempito di analisi che riguardano esclusivamente la biologia degli alberi e delle foreste.

Ma è una banalità rivolgersi solo agli “esperti di alberi”, per risolvere questo problema planetario.

Che mi dite della Cannabis sativa, per fare un esempio? Il suo nome scientifico ce lo dice chiaramente: “fertile”.

Può raggiungere i 4 metri in soli 100 giorni, e questa caratteristica la rende un efficace strumento di conversione della CO2 a biomassa.

Ci possiamo permettere di ignorarla? Certo che no.

Per combattere i cambiamenti climatici poi, bisogna fermare la cementificazione.

Anzi, bisogna invertirne la tendenza, spaccando l’asfalto ovunque non ci sia ragione di mantenere il suolo sterile.

 

I progetti cittadini del Fare e del Proteggere

 

Il nostro primo progetto di Paesaggio ha permesso proprio questo: insegnare ad un gruppo di giovani a finanziare con un crowdfunding la sostituzione di 45mt2 di cemento con un orto sinergico, a due passi dalle stazioni di Varese.

Chi ci accusava di coltivare pomodori e zucchine tossiche, si è ricreduto: le analisi chimiche hanno dimostrato che non corriamo alcun rischio e che i nostri ortaggi sono ideali per il consumo umano.

Come se l’orto “ci fosse già”: gli alberi pre-esistenti, garantendo protezione ad uccelli ed insetti impollinatori, sono stati i responsabili della salute dell’aria e del suolo tutt’attorno.

Per questo oggi gli alberi e le aree naturali vanno tutelati in ogni modo, specialmente quelli adulti che vivono in città.

Prima o poi, dovremo fare i conti con chi sprezzante delle polemiche e delle conoscenze in campo, sta danneggiando la salute e le casse di molti comuni italiani, con un ingiustificabile “alberofobia”.

Basterebbe avere l’accortezza di rimuovere la superficie impermeabile che soffoca le radici con i dovuti accorgimenti, per restituire vigore e stabilità all’intera pianta.

Ormai lo abbiamo capito, nei prossimi anni dovremo farci premurosi e pazienti educatori, e far comprendere a tutti la semplicità e la complessità delle logiche vegetali.

 

Il ruolo dei facilitatori, un nuovo documentario per colmare le distanze

 

Chiudo con una provocazione: ci viene suggerito di piantare 1000 miliardi di alberi.

Ma è possibile che oltre il 99% delle persone che conosco, che non sono poche e che divulgano le conoscenze sugli alberi, siano uomini?

Sarà un caso, ma la Scienza Etnobotanica tiene in fortissima considerazione il ruolo delle donne: raccoglitrici e coltivatrici, in virtù della loro naturale tendenza a cooperare, educare e tramandare.

Forse basterebbe ricominciare a relazionarci con sensibilità e rispetto tra esseri umani, vincendo questa sfida nel luogo più ostile in assoluto: il web.

E’ online infatti, che la frustrazione per le condizioni del pianeta, alimenta una comunicazione rancorosa e competitiva tra chi ha interessi diversi.

A questo servono i facilitatori: riuscire a comunicare (nel virtuale e nel reale) con una e l’altra parte, per mettere ordine e consentire ai processi di svolgersi nel migliore dei modi.

Anche questo tema, che mi ha interessato da vicino per 4 anni, sarà affrontato nel nuovo capitolo di “Botanica per tutti”.

Insomma delle chiacchiere siamo stufi tutti, è arrivato il tempo delle community del FARE*.

Vi aspetto Domenica 19 Dicembre su Youtube!

*chiunque abbia piacere di promuovere  la prossima uscita di “Botanica per tutti – parte II”, le progettualità citate e le iniziative culturali di Prospettive Vegetali, mi contatti alla mail giacomo.castana@gmail.com e se lo ha trovato interessante, condivida questo articolo!

Grazie – donazione